Raffaele Vertaglia.

Nato nel
1958, il 7° giorno del mese di Gennaio, dal papà Francesco, falegname e Maria
Calandrelli, casalinga. Secondogenito di tre figli, Gennaro nato tre anni prima
ed Anna, nata nel 1965.Raffaele Vertaglia
Dopo aver
compiuto gli studi elementari e medie inferiori, alla Dante Alighieri per il
primo corso e la Sant’Alfonso Maria dè Liguori per le medie inferiori. Crede di
essere stato chiamato e sostenuto dal parroco, don Salvatore Consiglio, va al
Seminario Minore Arcivescovile di Casoria, in provincia di Napoli. Qui scopre
un mondo favoloso e non a tutti noto: la Cultura. Dopo solo un trimestre, il
forzato ritorno a casa, per incomprensioni col Rettore, è davvero
insostenibile. Rimane intatto nel suo pensiero l’amore incondizionato alla
Cultura, il Sapere che non si dimentica, si accantona. Si iscrive al Pasquale
Villari, Istituto Magistrale. Ma solo per non perdere l’anno scolastico, ma
poi, infondo l’idea di insegnare ai piccoli non gli dispiace. Nell’attesa di
iniziare il normale corso di studi fa il garzone del bar presso l’ “Alma Nari”
al Corso Secondigliano. Successivamente, ad ottobre, inizia la più bella
esperienza scolastica, in una classe mista e viene incluso nella rosa della squadra
di Atletica dell’Istituto, nella quale entra a far parte dei mezzofondisti,
gareggiando però solo gli 800 mt. Ha partecipato nel campionato studentesco di
quello stesso anno. Escluso dalle attività atletiche per una sospetta
malformazione cardiaca, risultata poi una bufala, smentita questa malformazione
in un successivo controllo medico presso il gabinetto del prof. Cotrufo, noto
ed eminente primario di medicina sportiva ed in particolare inerente al cuore.  Distrutto moralmente, si immerge con veemenza
nella cultura partenopea. Incontra i grandi Classici partenopei: Di Giacomo,
Viviani, Ferdinando Russo, Giuseppe Marotta ma colui che ha da sempre in cuore
e da sempre amato attraverso le sue poesie è Libero Bovio, poeta del periodo
d’oro della Canzone Classica Napoletana. Attraverso il poeta napoletano si
innamora sempre di più del suo idioma e cerca d’emularne la poetica, la rima. 
 Nel frattempo, ottiene belle soddisfazioni di
carattere scolastico. Mi preme ricordare una gita-pellegrinaggio a Loreto ed
organizzato dal rettore del seminario minore che lo aveva portato a visitare la
Santa Casa, appunto a Loreto e non molto distante, Recanati, la casa del Grande
conte Giacomo Leopardi che gli resterà caro e presente, con la sua poetica, con
il suo pessimismo, con la sua fantasia, con la sua maschera di morte. Gli studi
lo avvolgeranno sempre, non disdegnando le feste a casa di amici e coetanei,
sono gli anni ’70. Gli anni di Parsifal con i Pooh, una ricerca di
un’introvabile Graal, i primi timidi amori. Peccando si in Matematica ma
distinguendosi in Letteratura italiana e Latina. In varie occasioni va al San
Carlo di Napoli per assistere, con il patrocinio della scuola, a varie opere
liriche, fra cui : Don Pasquale (di Donizetti) e la Carmen (di Bizet).
L’Arte
continua costantemente a “bussare” alla porta del suo cuore, ma senza alcun
effetto particolare, Alla fine del corso di studi, presenta una tesina di
Letteratura Italiana, sul Teatro Napoletano, dalle origini a Eduardo, e caso volle,
che il tema ministeriale scelto per la Maturità di quell’anno fosse inerente a
Pirandello e siccome egli lo aveva studiato per giungere poi all’arte del
maestro napoletano, De Filippo, appunto, ottiene un voto pari a 45/60. Una
soddisfazione puramente esteriore, ma che lo avvicinerà per diverse volte alle
forme d’Arte Partenopee. In contemporanea, abbozza ad una farsa dialettale,
“Andrea Colmi” che resterà sempre chiusa nel suo cassetto, racconta le
peripezie di un attore che interpreta l’ultimo Pulcinella e se pure
l’attore/uomo muore, la maschera non può e non deve morire. Infatti successivamente,
incontra  l’attore Tony Sposito, che si
fa accompagnare dal nostro durante un programma radiofonico presso una radio
privata, Radio Azzurra. Un programma di canzoni classiche napoletane e
qualche  verso personale discusso in
diretta. Qui, inizia a farsi conoscere come poeta, ma dura ben poco. Quella
Radio viene chiusa. Ma in occasione della Festa di Piazza del suo quartiere,
viene invitato dall’amico Tony a declamare una poesia. In quell’occasione, un
pulcinella appare in scena e declama “ ò vico mio”. Una poesia dedicata al Vico
Tutti i Santi. Fu un vero trionfo. Però durò molto poco, perché a Maggio
dell’anno seguente, fu chiamato alle armi, aveva già dovuto fare 2 rinvii.
Preferì togliere l’incombenza al primo avviso.
La Maturità
Appena
ritorna dal servizio di leva, pur avendo a cuore tutta la Cultura,
principalmente quella dialettale, nel 1979 ad appena 21 anni convola a giuste
nozze. Agli occhi del mondo è un 
matrimonio riparatore, ma per i due giovani è il giusto epilogo al dirsi
semplicemente “ti amo”. E’ con i fatti che si dimostra l’Amore, quello vero,
quello che ti lega per la vita, e forse anche più. Da questo matrimonio nascono
due bellissime figlie, Valentina, la prima e Roberta l’ultima. Il “figlio della
colpa” non vedrà mai la luce, Francesco, nato morto al sesto mese e partorito
naturalmente al settimo. “Quanti problemi in quegli anni!” Sopportando
pazientemente tutte le angherie che lo status di riparatore comporta, malvisto
dai parenti perché aveva sbagliato, deriso dagli amici che denigravano il suo
stato, chiudendo i pugni ed ingoiando fiele si tira avanti. Nel frattempo,
rimasti intatti i suoi rapporti di amicizia col nuovo parroco, don Stefano De
Nunzio, che lo fece andare all’Istituto Superiore di Scienze Filosofiche, a
Largo Donnaregina a Napoli. Da questo istituto, con la sola ammissione e
frequenza al secondo anno, si poteva essere chiamati ad insegnare Religione
nelle scuole Medie inferiori. Anche questo tentativo di dare una svolta alla
propria vita andò fallito. Era l’anno 1982, sposato, disoccupato e con una
piccola bimba, Valentina, non c’era alcuna velleità se non quella di un lavoro
decoroso e di una vita normale. Dovette abbandonare anche quest’ennesimo
progetto di miglioramento culturale/intellettivo.  
Grazie
all’istruzione ricevuta negli anni precedenti, è praticamente aperto a
qualsiasi tipo di lavoro, sia come semplice garzone che come impiegato. Si
doveva pure collaborare alle spese di una famiglia (i  suoceri) che aveva così bonariamente aperto
l’uscio della comprensione, per il bene di una figlia. Ma non si poteva
abusare, nel frattempo aveva trovato lavoro presso uno studio di rappresentanze
edili ( Iasevoli Geom.Paolo) che lo introdusse nel mondo della vendita, con
risultati davvero soddisfacenti. Dopo qualche anno, riuscì a stabilirsi a
Villaricca. Fu un grande, piccolo passo per l’avvenire. E’ questo il tempo in
cui nasce il suo nikname “Vertigo”, modificato poi in “IlVertigo” per non
creare problemi col gruppo musicale o la casa di software e design chiamati appunto
con questo nome. In questo contesto provinciale ma che dista dalla Città
qualche chilometro, partecipò ad un concorso internazionale di Poesia,
organizzato da “Il Passaporto” Agenzia giornalistica di Roma. Alla seconda
edizione di quel concorso, intitolato a Luigi Pirandello, ricevette una
menzione particolare dall’allora Presidente del Consiglio, con diploma di
merito e medaglia d’Oro dell’Anno Santo. Il premio gli fu consegnato dal messo
comunale, con gli auguri e le congratulazioni del sindaco. Fu una soddisfazione
che celebrò nell’intimo della propria famiglia, c’era la secondogenita che
doveva venire al mondo. Accantonò i sogni artistici, come sempre per il Bene
della Famiglia, ma che in cuor suo sapeva bene che alla prima occasione
l’avrebbe sfruttata. Intanto si sopravviveva con le spese che aumentavano in
continuo e le esigenze della vita che alitavano sul collo. Si giunge, così ai
primi degli anni ’90. Il proprietario della casa in fitto mise in vendita gli
appartamenti e non avendo le possibilità economiche per richiedere un mutuo, dovette
cercare casa, che fortunatamente, riuscì a trovare a Napoli nello stabile dove
abitavano i suoceri. Inizia l’epoca di collaborazioni ed incontri con Poeti ed
illustri personaggi della Rete: Reno Bromuro, Giampiero Labbate, Luciano Somma,
Marco Gavotti e tanti altri che ruotavano nell’orbita del Gruppo di
Poetilandia, supportato e sopportato dal grande Enrico Besso, grazie al quale,
ideò una sua prima raccolta poetica in formato PDF, gratuita, dal titolo “Un muro
silenzioso” by Poetilandia, credo ancora scaricabile on-line.
Varie
vicissitudini ed alterne vicende gli imposero una decisione che covava da
sempre, ma che non aveva mai avuto il coraggio di effettuare, lasciare Napoli e
tutto ciò che rappresentava per lui quel mondo. Ma le sue figlie, ormai ragazze
adolescenti stavano crescendo e bisognava “creare” qualcosa di serio e duraturo
per loro. Siamo quindi al 2002, ai primi di Gennaio, dopo 18 anni circa di
collaborazione in quell’agenzia di Rappresentanze, decise che bisognava andare
via, rimboccarsi le maniche e ripartire da zero. Si è trasferito al Nord
Italia, in provincia di Venezia. Fare finta di nulla, lasciarsi alle spalle una
città che ancora illumina il suo viso al solo nominarla, ma nonostante tutto,
stringe i denti e dopo varie vicissitudini, trova lavoro presso l’Istituto di
Vigilanza Costantini, come Guardia particolare Giurata. Finalmente in quel
contesto veneto realizza, in parte, quelli che erano i traguardi che si era
prefissato con la sua famiglia, una casa di proprietà e la garanzia di vivere
decentemente, anche se con sacrifici, ma alla fine ci si sente paghi. Assodato
la tranquillità di un tetto, successivamente, prova a guardarsi intorno nel
mondo dell’editoria, vorrebbe lasciare qualche testimonianza, un libro,
appunto. Nel frattempo, però, ha un incontro con la Casa Editrice AltroMondo,
che lo contatta, ed essendo locale, personalmente la visita e viene convinto a
pubblicare un libro, una raccolta delle sue poesie. “Sogno emigrante”, Il costo
650 Euro pagate per un libro che non vedrà mai la luce. Successivamente, siamo
quindi nel 2009, contatta la Casa Editrice Aletti, con la quale pubblica concorrendo alle spese, il suo
primo romanzo: Angeli dal sesso opposto. La copertina del quale è autrice la
secondogenita, Roberta, che nel contempo si è diplomata come “Grafica
Pubblicitaria” in quel di Mestre.
A dicembre del 2011, pubblica il libro : OPERA ARTIGIANA, Photocity.it edizioni. Libro con un racconto, 70 volte 7 e diverse poesie, alla fine una breve appendice con le foto inviete ai social network, FACEBOOK, NETLOG ed altri.
Di carattere
socievole, Raffaele Vertaglia, tende sempre a credere negli “Altri” in quanto
persone e mondi diversi che devono essere scoperti. La Poesia è il migliore dei
modi per intraprendere una conoscenza interiore, quindi attraverso i suoi versi
prova a tendere lealmente le mani, sempre e comunque da lui visti come il
“palmo aperto dell’anima”. Nel racconto, come forma di comunicazione, inserisce
sempre immagini poetiche, scaturite dalle proprie esperienze, intinte nel succo
della Cultura, ma non per questo desuete o antiquate. 
 
Vi parlo di me, attraverso uno scritto per sottoporre ad un ipotetico editore il mio primo libro di narrativa, ANGELI DAL SESSO OPPOSTO-Ed. Aletti,2009.
“Io non ho
una spazzola che “spara” cento colpi prima di andare a nanna, per raccontare le
gesta erotiche di un’adolescente “accaldata”; non sono capace di fare ridere
come qualche cabarettista di qualche decennio fa fingendosi Guardia Giurata e
che adesso fa lo scrittore, soprattutto quando in divisa con la mia “Tanfoglio”
9x21 difendo gli “interessi altrui”, nemmeno uso la “negatività” della mia
Napoli per parlare della Camorra e vivere sotto scorta. A dirla tutta, io nasco
poeta. E nel mio lavoro di scrittore, come in tutta la mia produzione, provo ad
usare la poesia per esternare sentimenti, paesaggi, sensazioni, intingendoli
nella Cultura. Provo a non mettermi in mostra e rimanere “umanamente” vero.
Certamente non mi “vergogno” d’essere italiano, quando mi arriva qualche multa
“ingiusta”, al contrario di “gente” che dovrebbe davvero vergognarsi d’essere
venuta al mondo, e l’università di Fisciano lo chiama a parlare da una
cattedra!! (beata ingenuità!)  Il mio
rapporto con l’Editoria è stato in qualche caso fallimentare, leggasi
AltroMondo editore, e dal mio personale punto di vista, dovrebbe nascere ed
instaurarsi un rapporto reciproco tra l’Editore e l’Autore, un rapporto
reciproco di “dare fiducia- ricevere risultati” in tutti i sensi, e che spero
possa realizzarsi con la Vs. Spettabile e Celeberrima Casa Editrice“
GpG Raffaele
Vertaglia
 
 
 
 
 
 
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